01 luglio 2009

Chiusura dei sondaggi e considerazioni finali

E' arrivata l'ora dell'esame ed è tempo delle considerazioni finali.

Prima di tutto vorrei commentare brevemente i risultati dei due sondaggi che ho lanciato pochissimo dopo la nascita blog. 

Riguardo al quotidiano online la stragrande maggioranza dei compagni di corso (il 73% per un totale di 16 voti) ha dichiarato (confermando quanto già emerso durante le lezioni) di avere come riferimento La Repubblica. Distantissimi Il Corriere della Sera, La Stampa e gli Altri (tutti fermi al 9%, corrispondente a 2 preferenze). Addirittura zero voti per Il Sole 24 Ore. Personalmente ho votato per corriere.it perchè lo trovo molto chiaro e dotato di una buona usabilità; e anche perchè, leggendo regolarmente la versione cartacea della Repubblica, riesco così ad avere una minima pluralità d'informazione.

Passando invece al sito d'informazione sportiva una larga maggiornza (70% con 7 voti) preferise gazzetta.it. La restante minoranza (30%, 3 preferenze) ha votato per gli Altri (probabilmente goal.com o calciomercato.com, sbaglio?). Zero preferenze, invece, per le versioni online del Corriere dello Sport e di Tuttosport e per sportmediaset.it. Proprio quest'ultimo mi sembra il dato più rilevante, poichè ritengo che il sito sportivo di mediaset sia fatto molto bene e, dopo la nuova versione di gazzetta.it (per cui ho comunque votato), quasi quasi lo preferisco ad essa.

Detto ciò, il lavoro in preparzione dell'esame (che, come gentilmente hanno comunicato alcuni compagni, si svolgerà in aula K2) è concluso. E' stato un percorso decisamente formativostimolante, ma anche piuttosto impegnativo. L'aspetto più difficile è stato costruire ed aggiornare il blog contemporaneamente allo studio in preparazione agli esami di diversi altri corsi. Ho dato il massimo che potevo, e spero di aver fatto un buon lavoro, utile in qualche modo ai miei compagni.

Per il momento saluto tutti! Non so se tornerò a scrivere perchè di mia iniziativa non avrei mai aperto un blog... ma, dopo questi tre mesi intensi, potrei accorgermi di essermi talmente affezzionato al mio BoBlog da sentirne la mancanza!

30 giugno 2009

Alla scoperta di Peacereporter

logo.peacereporter.JPGPeaceReporter è il primo e più importante quotidiano online italiano, specializzato principalmente in notizie dal mondo ed ispirato all'idea dell'abolizione della guerra; è anche un'agenzia di servizi editoriali.

Nato nel 2003 da un'idea dell'organizzazione Emergency (fondata da Gino Strada) e dell'agenzia giornalistica Missionary Service News Agency (MISNA), il giornale telematio è edito dalla cooperativa giornalistica Dieci Dicembre. Al suo interno giornalisti ed inviati mettono a disposizione la propria professionalità per raccontare, attraverso un'informazione il più possibilmente diretta e priva di pregiudizi ideologici, i conflitti, le guerre, oltre a realtà e persone che i media tradizionali tendono a presentare come molto distanti e poco notiziabili. Grazie ai tantissimi collaboratori e corrispondenti (giornalisti professionisti, operatori di organizzazioni non governative, religiosi di ogni credo, personale diplomatico, esponenti della società civile internazionale, nella maggior parte dei casi volontari) distribuiti in tutto il mondo, PeaceReporter racconta, quindi, storie e luoghi che sono spesso ignorati.

peacereporter.JPG

Ogni giorno il sito pubblica almeno tre edizioni che riportano le principali notizie estere (le più importanti sono collocate nella hompage, tutte le altre sono suddivise in cinque sezioni corrispondenti alle macroaree geografiche mondiali: Africa, Asia e Pacifico, Medio Oriente, Americhe, Europa) nonchè inchieste, reportages e fotogallery. Da segnalare anche la presenza di un nutrito bollettino dei migranti e un di un resoconto settimanale che informa sul numero delle vittime di tutte le guerre del mondo. Non è fornita la possibiltà di commento ed interazione agli utenti.

Il fenomeno Twitter

Posto un video del TG3 (andato in onda il 6 febbraio 2009, in occasione della campagna elettorale per le presidenziali americane) che illustra in modo chiaro e sintetico le caratteristiche ed il funzionamente di Twitter: il servizio di social network e microblogging che sta avendo un grande successo negli USA, ma che non è ancora largamente diffuso in Italia.

29 giugno 2009

Informazione online negli USA

I siti internet dei media americani (giornali online, canali all-news, agenzie di stampa) sono caratterizzati dall'interattività e dalla possibilità di approfondimento.

All'interno delle notizie, per i personaggi citati e per gli eventi passati a cui si fa riferimento, vengono forniti collegamenti ipertestuali che conducono ad un un grande database contenente i precedenti articoli incentrati sugli stessi personaggi ed avvenimenti. In ogni sito si crea così un percorso infinito, una sorta di labirinto di rimandi tra un link e l'altro, che per un certo verso intrappola i lettori al suo interno, ma che gli consente anche di trovare tutte le informazioni desiderate senza dover cercare altrove. Ne conegue una maggior presenza di utenti, con noteveli benefici dal punto di vista degli introiti pubblicitari.

I siti di The New York Times, CNN e United Press sono tre chiari esempi di tale caratteristica, del tutto assente nei siti dei media italiani.

Detto ciò, analizziamo brevemente il sito del quotidiano The New York Times e le caratteristiche del giornale online The Huffington Post.

The New York Times

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Il sito è costruito esattamente come un giornale: la struttura è molto semplice (immagine centrale e contorno di notizie) ma di una chiarezza impressionante. Si nota subito la presenza di tanto testo e di una colonna di menù estremamente stretta. Come detto, la possibilità di approfondimento è infinita. Da segnalare poi l'organizzazione delle classifiche delle notizie: mentre sui giornali italiani si trovano solo quelle delle notizie più lette, qui vi sono le classifiche delle notizie più inviate via mail, più bloggate e più cercate. Ciò che interessa non è la semplice lettura, bensì la partecipazione e l'interazione.

The Huffington Post

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Forse il più importante giornale in uscita esclusivamente online, fondato da Arianna Huffington. E' costruito come un grande blog: si tratta di un aggregatore di notizie con molti commenti. Si è fatto notare per il rapido aggiornamento e per l'immediata possibilità di commento da parte degli utenti, che possono leggere le notizie tempestivamente, interagendo fin da subito. Ogni post riceve centinia, se non migliaia, di commenti. La formula vincente è ospitare ed aggregare i post di vari blogger: man mano che essi scrivoni i propri i articoli, questi vengono aggregati e messi in evidenza nell'homepage. Ovviamente viene dato il giusto merito ad ogni blogger, nessuno spaccia per suo qualcosa che non ha scritto. Oltre a questi contributi sono riportati anche pezzi presi da fonti autorevoli come la CNN. I costi sono praticamente nulli, poichè compensati dalla molta pubblicità.

Piarateria: risalire all'indirizzo IP non incastra l'autore

Il Tribunale di Roma ha recentemente archiviato un caso di filesharing (che vedeva imputata una donna su denuncia dell'industria discografica), spiegando che l'individuazione di un indirizzo IP non corrisponde all'identificazione di chi ha messo in opera l'atto incriminato, ma solo un abbonato a un servizio internet.

Guido Scorza, avvocato e docente di Diritto Informatico all'Università di Bologna, ha commentato così l'accaduto: "E' un precedente, il primo così esplicito in Italia riguardo al copyright. Non significa che tutti i giudici si esprimeranno allo stesso modo, ma passa un conceto di buonsenso che, fra coloro che lavorono con internet e le sue caratteristiche tecniche, è ampiamente condiviso e ovvio."

Ifnatti, se l'indirizzo IP corrispondesse automaticamente all'autore di un illecito, sarebbero da condannare: molti di coloro che hanno una connessione non adeguatamente protetta, a cui chiunque può accedere; milioni di possessori di PC infettati da virus e fa centi parte di botnet, che a loro insaputa commettono atti illegali online; migliaia di nonni e nonne che affidano i loro computer alle cure dei ben più esperti nipotini.

Si tratta del medesimo concetto che ha portato il Consiglio Costiuzionale francese a modificare radicalmente l'Hadopi, la recente legge nazionale contro il download illegale dalla rete di musica e film protetti dal diritto d'autore: non sarà più possibile sospendere la connessione, ma esclusivamente mandare un avvertimento. Una decisione storica che per la prima volta incorpora l'accesso a internet nel dirito dell'individuo alla libera espressione.

Buonsenso dunque, soprattutto a favore dei normali navigatori che scaricano file per uso privato. Ovviamente bisogna fare tutt'altro discorso per i pirati veri, coloro che efftuano il download per poi vendere il matriale: una pratica non tollerabile e da estirpare.